livello nazionale
Pesca pirata
La
flotta di pesca italiana, per quanto non paragonabile a quella
spagnola, è comunque tra le più importani dell’Unione Europea;
rappresenta una importante componente dell’indusria ittica del
Mediterraneo. E' un settore in crisi che - nonostante i
ridimensionamenti imposti dall’Unione Europea - sembra ancora
restio ad accogliere e praticare i princìpi di pesca responsabile
promossi dalla FAO.
La crescente industrializzazione della pesca, grazie anche ai massicci investimenti pubblici, ha determinato negli anni una grave riduzione - in qualche caso un crollo - di diverse specie commerciali. I recenti allarmi sullo stato delle popolazioni di tonno rosso nel Mediteranno (una specie che si avvia al collasso commerciale) rivelano le ripetute violazioni da parte degli operatori italiani dei parametri sanciti dalla Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico (ICCAT).
La pesca industrializzata si sostiene grazie ai sussidi pubblici stimati almeno a 30/34 miliardi di dollari l'anno. Gli interventi pubblici – se diretti verso sistemi di pesca responsabile - possono tuttavia orientare le attività di pesca verso pratiche meno devastanti e sostenere il ripristino della legalità in mare.