Ti chiedo di fermarti un attimo.
forse ci siamo già incontrati, abbiamo chiesto insieme il rispetto della legalità, la fine degli abusi “legalizzati” dei politici, del mobbing contro le persone migliori.
Ti chiedo di fermarti un attimo a leggere questa riflessione sul nostro destino comune, e la proposta che ne segue.
Le elezioni primarie del Partito Democratico offrono uno spiraglio straordinario per arricchire di idee e forze fresche il sistema politico, e provare a cambiarlo. Se riuscirà a valorizzare il desiderio di partecipazione e le competenze della società civile, il P.D. sarà un partito “nuovo”, in grado di guidare l’Italia fuori dal pantano di una transizione incompiuta.
I nostri attuali leaders, però, non sembrano avere un progetto istituzionale in grado di fermare la “corruzione politica”, che corrode la nostra democrazia, il bilancio dello Stato, e l'etica pubblica. Non c'è da sorprendersi: i nostri politici migliori devono la loro carriera a questo sistema, ai rapporti che con esso hanno stabilito: è difficile sperare che si pongano alla guida di un cambiamento profondo.
Avendo lavorato alcuni anni all'estero (come economista, sulla povertà globale), mi è particolarmente difficile subire passivamente questa situazione. Certo, anche negli altri paesi europei ci sono corruzione e abusi: ma essi non sono elevati a sistema. Perché da noi non può essere lo stesso?
Ho pertanto deciso di mettere a tua disposizione un'alternativa alla "continuità” rappresentata dai candidati dei partiti, candidandomi a Segretario Nazionale del nascente Partito Democratico. E di proporre così il progetto di riqualificazione etico-istituzionale in cui credo ci riconosciamo in molti, essendo stati i suoi elementi ampiamente discussi negli anni scorsi, fuori dai circuiti politico-mediatici dominanti, nelle nostre associazioni e, in modo magari meno “colto”, però anche negli uffici, nelle piazze, e nei bar del nostro paese.
Il senso di questa scelta è, in primo luogo, quello di offrire una opportunità a tutti gli italiani che vogliono ripristinare la dignità del nostro paese. Intendo portare nella Assemblea Costituente del P.D. una forte componente della società civile, che sappia andare al di là delle logiche con cui si sono mossi finora i partiti in Italia, e che interpreti in modo molto più diretto le istanze, le speranze della società, dei giovani, e di tutti coloro che quotidianamente ambiscono a costruire il nostro paese.
Per essere "nuovo", il P.D. deve avere gente nuova. Se proviamo a muoverci insieme, potremmo scoprire che siamo in tanti. Ma per verificarlo dobbiamo metterci in cammino. L'indignazione non basta più.
PierGiorgio Gawronski
continua ...